ITALIAN SOUNDING: VALE PIÙ DELL’EXPORT ITALIANO

prodotti che rappresentano l'italian sounding

L’Italia è una delle mete più ambite per il turismo enogastronomico mondiale, gli stranieri che hanno visitato l’Italia nel 2017 hanno speso 223 milioni (+70% vs 2013) per mangiare e bere italiano mentre 1 turista su 4 è mosso da interessi enogastronomici (22,3% dei turisti italiani e il 29,9% degli stranieri). A rivelarlo è l’osservatorio nazionale del turismo a cura dell’ufficio studi Enit (scarica il pdf della ricerca).

L’appeal verso l’enogastronomia italiana del turista straniero continua anche una volta tornato a casa dove ricerca prodotti italiani, infatti nel 2017 l’export italiano ha segnato un nuovo record +7% raggiungendo i 41,03 miliardi di euro.


 

Questi dati li conoscono bene alcune aziende estere di produzione alimentare che sfruttano la popolarità mondiale dei nostri prodotti ed attraverso l’utilizzo improprio di parole, colori, nomi immagini e riferimenti geografici evocativi del Belpaese persuadono il consumatore ad acquistare prodotti in realtà non italiani: questo fenomeno è chiamato italian sounding.

COS'È L'ITALIAN SOUNDING?

 Cos’è nello specifico il fenomeno dell’italian sounding?

  • Wikipedia lo definisce “un termine utilizzato per indicare un fenomeno che fa riferimento all’imitazione di un prodotto, denominazione, marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità ma, in realtà, non trova fondamento nel prodotto stesso”.

  • Elemento importante è l’aggettivazione geografica delle etichette: riferimenti a noti luoghi italiani, accompagnate da espressioni quali “genere”, “del tipo..”, “stile..”, “imitazione di..”, “secondo la tradizione..”, “secondo la ricetta tipica..” e simili nelle parti descrittive dei prodotti agro-alimentari come specifica Federalimentari.

  • Secondo assocamere estero è un fenomeno molto radicato all’estero in paesi come Stati Uniti, Canada, Australia, America latina, Singapore e in diversi altri mercati inclusi anche quelli europei.

In soldoni l’italian sounding si verifica all’estero per mano di aziende del posto che sfruttano alcuni elementi evocativi di italianità come frasi o immagini sulle etichette dei prodotti che traggono in inganno il consumatore inducendolo ad acquistare prodotti che “suonano italiano ma non lo sono

ITALIAN SOUNDING ≠ CONTRAFFAZIONE

esempio di formaggio italian sounding©Credit: www.ilgiornaledellepmi.it​

Qualcuno dirà «I marchi italiani sono protetti da copyright e dai riconoscimenti delle denominazioni di origine!» ed altri «Questa è contraffazione ed è punita in tutti i paesi moderni come Nord America ed Europa!». Domande giuste e corrette se parliamo di contraffazione. Il vero problema è che l’Italian sounding non ricade nella fattispecie della contraffazione:

  • Si tratta di elementi evocativi che richiamano il made in Italy e l’italianità

  • sono, molto spesso, quelli dove non vi è importazione poiché vengono prodotti in loco o sebbene importati, come nel caso di DOP/IGP, sfruttano il non riconoscimento delle denominazioni di origine in quel paese.

La contraffazione riguarda prevalentemente illeciti relativi alla violazione del marchio registrato, delle denominazioni di origine (DOP, IGP, ecc.), del logo, del design, del copyright, fino ad arrivare alla contraffazione del prodotto stesso, con implicazioni di carattere produttivo e igienico sanitario, talvolta molto gravi.

L’italian sounding non è disciplinato da nessuna normativa, è un fenomeno che colpisce “indirettamente” prodotti italiani senza la violazione di alcuna legge nel paese estero. (Non esiste l’american sounding o il german sounding).

DATI SULL'ITALIAN SOUNDING

Il volume d’affari dell’Italian Sounding è di 90 miliardi di euro a livello globale, valore che negli ultimi dieci anni è cresciuto del 70%, e pari al più del doppio del fatturato dell’export italiano del settore alimentare (42,1 miliardi di euro nel 2017).

Le categorie più colpite dal fenomeno sono:

Piatti pronti e surgelati, conserve e condimenti
42%
Latticini
25.1%
Pasta
16.1%
Prodotti a base di carne
13.2%
Prodotti da forno
3.6%

esempio di spaghetti italian sounding©Credit: www.parryassociati.com

Quindi non solo il fatturato generato dall’italian sounding vale due volte l’export agroalimentare italiano ma l’impatto incide anche sui prezzi di vendita di questi prodotti (ndr italian sounding) che si posizionano tanto al di sotto o addirittura al di sopra dei prodotti made in Italy autentici

Se pensate ancora che l’italian sounding sia un fenomeno che accade solo oltre oceano, eccovi qualche dato sui prezzi dei prodotti made in Italy imitati venduti dai cugini europei:

  • Regno Unito (- 69%);

  • Germania (- 68,5%);

  • Belgio (-64,9%);

  • Olanda (- 64,3%);

  • Svizzera (- 33,9%), latticini +34,5% e pasta +33%;

  • Lussemburgo (- 25%) ma per alcuni prodotti +18%;

  • Francia per latticini +13,9% e pasta +16,6%, mentre i prodotti da forno -40,7%;

  • Spagna prodotti da forno +10,7%.

  • COLPITI ANCHE GLI E-COMMERCE

    Questo fenomeno che colpisce il made in Italy spopola anche sugli e-commerce dove si possono acquistare formaggi come il Parmesan o il Regianito, il Provolone e l’Asiago, prodotti nel Wisconsin (Usa), la Robiola del Canada, la Mozzarella del Texas, la Fontina “made in China”, i pomodori San Marzano coltivati in California, i fiaschi tricolore di Chianti, statunitensi e australiani, il Prosciutto di San Daniele di una ditta americana (newsfood.com).

    Se volte spulciare qualche dato più approfondito potete scaricare questa ricerca di assocamere su europa ed america –scarica il pdf

     
    A voi vi è mai capitato di imbattervi in prodotti che suonano italiano ma non lo sono? 
    Cosa ne pensate di questo fenomeno? Diteci la vostra nei commenti.

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